sabato 24 novembre 2012

Effettivamente fa caldo per essere novembre

(Nella foto, alcuni poliziotti caricano una camionetta)
 
Il governo Monti fa un anno. Me ne sono accorto perché dal palazzo della Giustizia stavano sparando fuochi d'artificio.

Torino, lettera di minacce alla figlia del ministro Fornero. Nella busta un foglio A4 con alcune parole minacciose, come "Articolo 18".

Scontri di Roma. Il Ministro Cancellieri: "Mostrare anche foto dei poliziotti colpiti". Pare che ci siano diverse foto raffiguranti alcuni poliziotti colpiti dal sangue dei manifestanti.

Sciopero della polizia contro il numero di identificazione. Mi domando chi andrà a menarli. (feat. Andrea H. Sesta)

Casini: "Monti ha salvato il paese". Grazie a lui una forte ripresa del mercato dei caschi.

Legge stabilità, Profumo rassicura i professori: "Nessun aumento delle ore di lavoro. Però ogni ora durerà 80 minuti". (feat. Davide Marzorati)

A scuola sarà obbligatorio studiare l'Inno di Mameli. Quindi se venite bocciati, tranquilli: potrete diventare comunque dei cantanti di lirica.

Primarie PdL, Alfano: "Se ci sono indagati non corro". Alfano sogna un PdL di soli condannati.

Ruby: "Non manderei mai mia figlia ad Arcore". Sarebbe incesto.

Formigoni su Twitter: "Ho visto un ufo". Nessuno ci crede, ma pare sia vero: quest'uomo è il Presidente della Regione Lombardia.

Belen nostalgica su Facebook: posta una foto di quando aveva 15 anni. Era talmente giovane che ancora non sapeva neanche accendere una telecamera.

Penelope Cruz e la maternità: "Può diventare un'ossessione". È vero, mettere incinta Penelope Cruz è diventata la mia ossessione.

Cinema, gli animalisti protestano contro la prima di 'Breaking Dawn'. Pare che durante le riprese siano stati maltrattati alcuni attori.

Pitsburgh, bimbo cade nella gabbia dei licaoni e viene sbranato. Un episodio che ha scioccato i responsabili dello zoo: "Non sapevamo di avere degli animali chiamati 'licaoni'".

Scarpe rosse in piazza per dire basta alla violenza sulle donne, con lo sconto del cinquanta.

Sbarca a Torino la mostra dedicata ai 150 anni delle Poste Italiane. Nonostante abbiano aderito all'evento pochissime persone, gli organizzatori promettono che le file saranno lunghissime.

Una donna tedesca è stata accusata di tentato omicidio per aver cercato di soffocare il suo amante con i seni. L'uomo fortunatamente è riuscito a salvarsi e potrà raccontare questa avventura ai suoi amici. 

Alcune di queste battute sono state scritte per Acido Lattico

domenica 18 novembre 2012

Il Governo organizza una festa e non ci invita

(Nella foto, il Governo Monti festeggia un anno sparando fuochi d'artificio dal palazzo della Giustizia)

martedì 6 novembre 2012

Un giovanotto irrefrenabile

(Nella foto, Matteo Renzi schernisce il Duomo di Firenze 
poichè è stato progettato da uomini molto più vecchi di lui)

Rivelazioni shock di Renzi nelle ultime settimane. Prima a Servizio Pubblico ha detto che D’Alema rappresenta una vecchia classe politica che ha fallito; la settimana dopo, a Ballarò, ha detto addirittura che – rullo di tamburi – Berlusconi si contraddice spesso nelle sue dichiarazioni.

Anche a voi è venuta la pelle d’oca quando l’avete sentito? Nessuno aveva mai osato tanto. (Ricordarsi di enfatizzare ulteriormente questo passeggio in modo che il lettore capisca che sto facendo del sarcasmo.)

Non ne sono sicuro, ma credo che una volta abbia detto anche: “Non ci sono più le mezze stagioni. (Ricordarsi di pensare a una frase ancora più banale)”. Non ne sono sicuro perché ultimamente ho smesso di guardare i talk show, da quando uno specialista mi ha rivelato che guardare Floris che intervista Formigoni non mi può aiutare in nessun modo a combattere l’eiaculazione precoce. Anche se non ha escluso che vedere Santoro che intervista Della Valle potrebbe aiutarmi.

No, sul serio, trovo fantastico il modo in cui Renzi dice queste enormi banalità. Quello sguardo di una persona che sta affermando un qualcosa di incredibilmente rivelatorio, come se dicesse: “Eh eh! Ora te lo dico io, come stanno le cose!”

Renzi mi ricorda un prete che, alla donna che va a chiedergli aiuto perché il marito l’ha picchiata quando lei gli ha fatto notare che molestare la loro figlia non è carino, sembra che stia per dare la soluzione ma poi risponde: “La risposta è nella preghiera”.

Cioè, volevo dire: Renzi mi ricorda un prete giovane che, alla donna che va a chiedergli aiuto perché il marito l’ha picchiata quando lei gli ha fatto notare che molestare la loro figlia non è carino, sembra che stia per dare la soluzione ma poi risponde: “La risposta è nella preghiera”.

venerdì 26 ottobre 2012

Persone che preferisco a Pier Ferdinando Casini in ordine alfabetico

 (Nella foto, Casini crede che io stia scherzando)

Giulio Andreotti, Silvio Berlusconi, Donato Bilancia, Rosy Bindi, Alessandro Borghese, Anders Breivik, Enrico Brignano, Giovanni Brusca, Ted Bundy, George Bush, George W. Bush, Daniele Capezzone, Al Capone, Marco Carta, Francesca Cipriani, Maria De Filippi, Marcello Dell’Utri, Sheldon Dinkleberg, Barbara D’Urso, Mostro di Firenze, Roberto Fiore, Joseph Fritzl, Maurizio Gasparri, John Gotti, Rodolfo Graziani, Giuseppe Greco, Adolf Hitler, James Holmes, Emis Killa, Joseph Kony, Ignazio La Russa, Osama bin Laden, Bernard Madoff, Paul Marcinkus, Alfonso Luigi Marra, Enzo Miccio, Federico Moccia, Lele Mora, Benito Mussolini, Richard Nixon, Maurizio Paniz, Augusto Pinochet, Mario Placanica, Bernardo Provenzano, Totò Riina, I quattro gerarchi fascisti di Salò, Daniela Santanchè, Satana, Don Riccardo Seppia, Vittorio Sgarbi, Jack lo Squartatore, Nicola Savino, Francesco Storace, Giorgio Stracquadanio, Wladimiro Tallini, Torquato Tasso, Flavia Vento, Lord Voldermort, Oprah Winfrey.

martedì 23 ottobre 2012

Tutte le battute che mi sono venute in mente mentre raggiungevo la Sicilia a nuoto


Primarie, Renzi a Bersani: "No a cambio regole". Bersani: "Non hai sentito della nuova regola? Non si parla delle primarie". (feat. Rosaria Greco)

Berlusconi resetta il Pdl: ora si riparte da zero. Resusciteranno addirittua Falcone e Borsellino.

"Farò ciò che è utile e giusto per il mio Paese" ha dichiarato Berlusconi puntantosi una pistola alle tempie.

Beppe Grillo ha raggiunto la Sicilia a nuoto per lanciare la campagna elettorale del M5S. Ad un certo punto del tragitto ha iniziato a sentirsi un po' stanco, così Casaleggio ha dovuto tirare leggermente i fili.

Emilio Fede fonda "Vogliamo vivere", il nuovo partito che si presenterà alle elezioni del 2013. Se vincerà diventerà il primo Presidente del Consiglio italiano a procurarsi le troie da solo. 

Fini: "Quello che accadde alla Diaz lo appresi il giorno dopo". In realtà l'aveva saputo subito, solo che per festeggiare quella notte si era preso una sbornia da paura e il giorno dopo non ricordava più niente.

Monti rifiuta un volantino della Lega, contestato dai militanti del Carroccio: "Per scriverlo c'abbiamo messo sei ore".

Scioperi. "Basta lavorare di domenica" hanno dichiarato le commesse in piazza, sorridendo.

Annuncio shock su un volo Ryanair: "Bari città di mafia". Forte imbarazzo da parte dei boss locali.

Disponibili in edizione limitata 100 esemplari di iPhone 5 in oro massiccio. Costano talmente tanto che gli operai per comprarlo sono costretti a fare le rate.

Danimarca, un concorso premia i peni minuscoli con un iPhone 5. In effetti un telefono all'ultima moda è l'ideale da abbinare al Suv.

Russia, bambino di 11 anni trova carcassa di mammuth. Con gli spot de L'era glaciale 4 questa volta hanno davvero esagerato.

Scontri in Gregia, muore un manifestante. Disperati i poliziotti: l'uomo non era straniero.

Alcune di queste battute sono state scritte per Acido Lattico

mercoledì 17 ottobre 2012

Un pomeriggio come un altro

L’altro giorno ero in pullman, seduto nel posto per i disabili. Ho tutti gli arti attaccati al corpo e non sono handicappato ma quello era l’unico posto libero. All’improvviso una tossica sulla cinquantina si mette a fare il giro delle seggiole del pullman chiedendo a tutti: “Mi scusi, ha due euro?” È tutta vestita di rosa, come una ragazzina di dodic’anni che attende con ansia le sue prime mestruazioni, e indossa un paio di occhiali da sole, sempre rosa, con le lenti a forma di cuore.
Comunque non ci sapeva fare. Questa matta forse era un caso particolare, ma in generale i barboni non ci sanno fare. Non ti fanno mai venire voglia di dare loro dei soldi. Poi questa voleva addirittura due euro e lo richiedeva esplicitamente, il che ti faceva girare i coglioni. A noi stronzi con qualche moneta in tasca piace condurre il gioco; non possiamo accettare che una tossica detti le condizioni.
I ragazzi che raccolgono soldi per i cani abbandonati in attesa di adozione, quelli sì che ci sanno fare. Se quei ragazzi si fingessero barboni o tossici farebbero ottimi affari. O almeno avrebbero una dose di eroina al giorno garantita.
La mentecatta arriva alla zona handicappati. “Mi scusi, ha due euro?” mi fa. Le vorrei rispondere: “Ma che significa? Se ne avessi uno e cinquanta non li vorresti?” ma penso che così facendo allungherei semplicemente la conversazione con la demente, che puzza anche di piscio e quindi mi piacerebbe che si allontanasse, così le dico semplicemente: “No”.
A quel punto il pullman si ferma ed entra un tizio completamente nudo. Indossa solo un paio di pinne da sub che lo fanno camminare come un deficiente. Si guarda intorno ma non ci sono posti. Così si aggrappa a una maniglia e il pullman riparte. La gente sull’autobus è raggelata, lo guarda con disprezzo, inorridita. “Mi scusi, ha due euro?” gli chiede la tossica, e quello la guarda come per dire: “Cazzo, ma mi prendi per il culo? Sono tutto nudo, indosso solo un paio di pinne da sub, e tu vieni a chiedermi due euro? Primo: qua dentro quello fuori di testa sono io. Secondo: dove cazzo dovrei averli, i fottuti due euro? Nascosti nel buco del culo?”, ma non risponde, così la cinquantenne accattona capisce che sta perdendo tempo e passa al prossimo passeggero.
Ma nessuno fa più caso a lei, ormai, perché tutti guardano il tale tutto nudo. Una signora si dice schifata, e quasi tutti gli altri concordano. Sembrano più che altro tutti molto spaventati. L’uomo avrà pressappoco quarant’anni, i peli delle sue palle sono così pochi che si possono contare, ha un pene di media lunghezza ed è circonciso. I cazzi senza il prepuzio sono strani, ma a parte questo non ci vedo nulla di così disgustoso o di spaventoso in quest’uomo. Voglio dire, è un uomo nudo. Non capisco perché un uomo nudo faccia tutto questo scalpore. Un uomo nudo di certo non ha un coltello nascosto in tasca.
Comunque è da ridere, perché ogni volta che il pullman prende un fosso le palle spelacchiate del sub si muovono e sembrano sbattere tra di loro come quel gioco che vendevano i marocchini in spiaggia qualche anno fa.
Insomma, tutti fissano questo poveretto. Io me ne fotto, giro lo sguardo verso il finestrino, e via.
Dietro di me c’è un uomo che avrà a occhio e croce quarantacinque anni che parla con un ragazzino affianco lui, che avrà sedici anni circa. Dal modo in cui parlano suppongo che tra loro ci sia un rapporto zio-nipote, ma potrebbe trattarsi anche di un innocente sedicenne che incontra per caso un vecchio amico di famiglia. Più probabile la seconda ipotesi. L’uomo non smette di raccontare di quando era giovane e ogni sera se ne andava da una festa con una ragazza diversa.
Avete mai fatto caso al fatto che tutti gli uomini di 40-50 anni raccontano sempre che da giovani rimorchiavano una ragazza diversa ogni sera? Paradossalmente, tutte le donne di 40-50 anni raccontano di quanto da giovani fossero belle e allo stesso tempo serie, che non andavano col primo che capitasse. Per cui non si capisce chi è che gli uomini rimorchiavano ogni sera. Una delle due categorie mente. Per forza. O – e probabilmente è così – mentono entrambe.
Così ci penso un po’ su.
Ad interrompere i miei ragionamenti è la barbona vestita di rosa, che mi chiede di nuovo se ho due euro. Solo che questa volta sputacchia un po’ mentre me lo domanda e qualche residuo della sua saliva schifosa finisce nelle lenti dei miei occhiali, i miei adorati occhiali da sole con le lenti a specchio che mi ha regalato Silvia. Il guaio di avere un paio di occhiali con le lenti a specchio è che mentre caghi non puoi fotografarli per mostrarli ai tuoi amici. Per il resto, sono fantastici. Intanto la tossica rompicoglioni è ancora là di fronte a me che aspetta una risposta. “No” le dico di nuovo, mi sfilo gli occhiali e li pulisco con la maglietta. A quel punto lei ricomincia il giro, chiedendo di nuovo a tutti i fottuti due euro. A tutti tranne al sub nudo, che questa volta viene ignorato dalla Raccattadueeuro.
Il tempo vola. Il pullman si ferma in un’altra fermata, si aprono le portiere ed entra un figlio di puttana senza una gamba, che cammina a fatica solo grazie all’aiuto delle stampelle. Fa talmente fatica che mi chiedo dove cazzo stia andando di così importante. Finalmente le persone smettono di fissare il sub circonciso per girarsi a guardare lo stronzo mutilato. L’indignazione per l’uomo nudo è scomparsa dai loro sguardi per far spazio ad una immensa compassione. Guardano il coglione con una gamba sola con la stessa espressione che ha Barbara D’Urso mentre ascolta la madre di Sarah Scazzi che sta raccontando di quella volta che il cognato si è inculato il cadavere della figlia. Ma lui della compassione della gente non se ne fa nulla. Lui non vuole la loro compassione: lui vuole solo il mio posto. Capito, lo stronzo? Decido di anticiparlo e mi alzo, senza dargli il tempo di chiedermelo, e mi metto a zoppicare per farlo sentire un po’ in colpa.
Ad un certo punto l’autista caccia una frenata da paura, e tutti fanno un balzo in avanti, quando poi il pullman si arresta completamente, tutti fanno un conseguente balzo all’indietro. L’uomo nudo con le pinne da sub quasi cade addosso a una signora seduta vicino a lui, sfregando il suo uccello contro di lei. A quel punto la signora impazzisce. “È INACCETTABILE!” urla, puntando il dito contro il sub, e chiede aiuto al conducente. “La prego, lo cacci via”. Effettivamente mi ero stupito che nessuno l’avesse fatto prima, visto il modo in cui tutti guardavano quell’uomo. La signora doveva essere proprio al limite della sopportazione, immagino.
Tutti iniziano a urlare e a dare ragione alla donna, così l’autobus si ferma e l’autista si sposta dalla sua postazione per buttare fuori l’uomo nudo con le pinne da sub, che esce senza fare storie. Mi dispiace per quel poveretto.
Poco dopo arriva la mia fermata. Scendo. Casa di Silvia dista di due isolati.
Insomma, se vi aspettavate che tutta questa faccenda assumesse un significato preciso, o che gli eventi prendessero una certa piega, rimarrete delusi. La storia è tutta qui. Un pomeriggio in pullman come un altro.

(È doveroso precisare che l'autore e il protagonista del racconto non sono la stessa persona, in quanto l'autore si rispecchia piuttosto nel personaggio dell'uomo nudo. È doveroso precisare che l'autore in realtà non è circonciso, e che non sale in un pullman tutto nudo con le pinne da sub ormai da tre settimane, per via del freddo)

giovedì 11 ottobre 2012

Nicole, resisti!


Sono molto felice. La prima immagine che appare nel mio blog non è altro che la faccia di Nicole Minetti. Ho pensato che in qualche modo attirasse la vostra attenzione, nel bene o nel male.

Ma non è questo il punto.

C’avete mai pensato a come la gente associ automaticamente la Minetti ai pompini? Lei ha detto: “Per fare politica non ci vuole esperienza”. E tutti hanno pensato ai pompini.

Insomma, questo per dirvi che a fare le battute su Nicole Minetti che è una troia e che non è lì certo per sue abilità politiche mi diverto anch’io. Però ultimamente mi sono accorto che questa povera ragazza la si attacca per qualunque cosa. Qualche giorno fa in consiglio regionale si è messa a parlare per mezz’ora del latte materno – tra l’altro, so a cosa avete associato il latte, maledetti pervertiti – e tutti a romperle le palle.

E poi non si capisce perché una buona parte di coloro che ora la diffamano sono gli stessi che due anni fa parlavano della Minetti come “una splendida persona, intelligente, preparata, seria, che si è laureata col massimo dei voti, di madrelingua inglese, che svolge un importante e apprezzato lavoro alla Regione” solo perché Berlusconi telefonava a tutti dicendo queste cose.

La Minetti partecipa a una sfilata di moda in bikini, e le donne del Pdl sono impazzite. “Deve dimettersi immediatamente! Offende le donne!” Mi prendete per il culo? Procurava le troie a Berlusconi!


Sono molto depresso. La seconda immagine che appare sul mio blog non è altro che la faccia di Geppy Cucciari. Ah, dimenticavo che è sarda quindi mi dev’essere simpatica. Per lo stesso principio per cui in Champions League bisogna tifare le squadre italiane.

L’altro giorno ho guardato G Day. Non lo guardo mai, a dire la verità. Ma avete presente quella sensazione che provate quando siete allegri e temete che accada qualcosa che rovini improvvisamente la vostra felicità? Quel giorno io mi sentivo così, e per fottere la sfiga ho deciso di anticiparla guardando G Day. Insomma, mi becco mezz’ora di battute su Nicole Minetti.

Me li immagino gli autori di Geppy Cucciari.

“Allora, questa settimana cos’è successo?”
“Chavez ha vinto le elezioni per la quarta volta”.
“No, no, intendevo in Italia”.
“I poliziotti hanno menato gli studenti che protestavano contro il governo Monti”.
“Mh, non so. E poi?”
“Oh, e Nicole Minetti ha sbagliato a scrivere una parola su twitter”.
“Grandioso! Mettiamoci a lavoro”.

E giù a scrivere 100 battute su questa esilarante storia.

Tra l’altro, fatemi aprire una parentesi. Guardando il programma di Geppy Cucciari non ho potuto evitare di fare il confronto con un qualunque programma di Luttazzi. Decameron, ma anche Satyricon. Non ho potuto fare a meno di pensare a come Daniele avrebbe affrontato la cosa creando come minimo l’immagine di Nicole Minetti dentro una vasca da bagno, con Formigoni che la piscia addosso, il fratello scemo di La Russa che la caga in bocca e il Trota in completo sadomaso che li frusta tutti. E questo con la Minetti, Formigoni, il fratello scemo di La Russa e il Trota ospiti in studio. Invece no, la cara Geppy continua imperterrita a fare battute sul fatto che Nicole Minetti su twitter ha scritto “madrelingue” al posto di “malelingue”. Perché non capita mai a nessuno di pensare una cosa e scriverne un’altra per colpa della distrazione, eh? Solo che quando capita a un qualunque essere umano, si tratta di un banale errore di distrazione. Se capita alla Minetti, dev’essere sicuramente perché è una troia raccomandata. E offende le donne.

E poi qualcuno deve spiegarmi perché se la Minetti va in giro con una maglietta con la scritta “Senza t-shirt sono anche meglio” le donne debbano sentirsi offese. È come se io dovessi sentirmi offeso per le camicie a pois di Formigoni in quanto uomo.

L’altro giorno Berlusconi è entrato in un bar, ha preso un caffè, ha pagato ed è uscito. E le donne si sono offese. Così. 

Comunque come ospite del G Day c’è anche Martina Colombari, che ride immaginandosi un’ipotetica scena in cui la Minetti si presenta ad un provino “tutta abbottonata” – mi pare che abbia detto così. Martina Colombari, la stessa che poco tempo fa ha lasciato un’intervista in cui svelava alcuni dettagli piccanti riguardanti la sua vita sessuale e parlava di Costacurta chiamandolo “il mio Rocco Siffredi”, intendendo che il calcio non è il suo forte. La stessa che ha messo su twitter questa foto. E questa. E tante altre che ora non vi sto a linkare, vi masturberete più tardi. Naturalmente se Martina Colombari espone le sue tette su twitter non ho nulla in contrario. Non ci vedo nulla di male, anzi. E non lo dico come frase di circostanza: lo penso davvero. Puoi usare twitter come vuoi, a meno che tu non sia Flavia Vento: in quel caso dovresti essere soggetta a una qualche limitazione. Mh, ma cosa andavo dicendo? Ho perso il filo. Ah, già: la spudorata ipocrisia della Colombari. Il punto è: perché allora Nicole Minetti non può sfilare in bikini? Le puttanate che ha detto dopo la sfilata, per carità, hanno fatto ridere anche me. “L’ho fatto per l’economia” ha detto. E tutti a pensare ai pompini, un'altra volta. Eppure lei l’ha fatto per l’economia sul serio: ma per la sua, infatti ha preso 40 mila euro. Ma se vi arrabbiate sappiate che non siete altro che dei luridi marxisti, perché in un sistema capitalista guadagnare non è reato, anzi: guadagnare è quello a cui devono aspirare tutti gli esseri umani.

Concludo. Se il fatto che Nicole Minetti viva grazie ai vostri i soldi vi infastidisce, vi capisco, e sono anche d’accordo con voi. Chiunque sarebbe d’accordo con voi, a parte le madri lombarde che non possono allattare i proprio figli. Ma è più fastidioso sapere della Minetti alla Regione, o di La Russa in parlamento? O di Fabio Volo al festival della filosofia?

sabato 29 settembre 2012

Licenziamenti, pipì nei cadaveri e Alfonso Luigi Marra

Scoppia la rabbia islamica contro l'occidente per un film che descrive Maometto come un buffone donnaiolo. In effetti, il paragone con Berlusconi fa sempre incazzare. 

Davvero patetica questa protesta nel mondo arabo. Morti, roghi, bandiere americane che bruciano. E neanche un topless.

Afghanistan, strage di donne in operazione Nato. Un soldato americano: "Questa volta pisciare sui cadaveri è stato ancora più divertente".

Brasile, sexy candidata si presenta alle elezioni scrivendo il suo numero di candidatura sul sedere: "Lo stamperò anche sui seni". Per votare basterà uno schizzo sul logo del partito. 

McDonald's: nel menù ci saranno le calorie. Chissà come faranno a rendere così gustoso quel pezzo di carta. 

Paola Poliseno come Sara Tommasi: "Ho fatto sesso con gli alieni". Gli alieni: "Minchia, ragazzi, ma che cazzo c'eravamo fumati quella sera?"

Incidente stradale per Marika Fruscio, ferita alla testa ma non è grave: è già in topless nel lettino dell'ospedale. 

Antonella Clerici contro Nicole Minetti: "In passerella io avrei portato anche mia figlia".

Usa, 6 minuti di porno durante un cartone Disney. "La più grande è uscita dalla stanza urlando e tappandosi le orecchie" ha raccontato una madre, "il più piccolo ha pianto immobile sul divano". Cos'era, il porno di Sara Tommasi?

Marra: "Kennedy e Moro uccisi perché contro il signoraggio". Quindi tu sei favorevole.

Alcoa, da lunedì i primi operai a casa. O almeno quelli che si possono ancora permettere una casa.

Alcune di queste battute sono state scritte per Acido Lattico

mercoledì 26 settembre 2012

Entrare in parlamento fischiettando

A quanto pare per il 29 di questo mese è stato fissato il giorno della rivoluzione. L’ennesimo. Migliaia di persone occuperanno il parlamento. Gli organizzatori fanno sapere però che non vogliono violenti in mezzo ai rivoluzionari.

Diamo un attimo uno sguardo a quello che è successo negli ultimi anni. Ogni volta che c’è un nuovo tentativo di rivoluzione e alcuni rivoltosi si scontrano inevitabilmente con le forze dell’ordine, a fine giornata c’è sempre una buona parte di manifestanti (che fino al giorno prima inneggiava all’uccisione di senatori e deputati e di politici in generale – una cosa che non è esattamente legale) che si schiera contro coloro che hanno sfidato la polizia e i carabinieri.
Questo comportamento sarebbe legittimo (schierarsi contro i violenti, intendo) se non fosse che questi eventi sono sempre pubblicizzati con slogan come “Entriamo in parlamento e distruggiamo tutto!”, “Facciamo la rivoluzione!”, “Ora basta, ci siamo stancati di questi politici, mettiamo una bomba in parlamento!”

In pratica, i rivoluzionari del terzo millennio vogliono sì la rivoluzione, entrare in parlamento e distruggere tutto e tutti, ma senza scontrarsi con la polizia. “Quelli fanno il loro lavoro”. I rivoluzionari del terzo millennio vogliono entrare in parlamento passando per l’entrata principale. Magari fischiettando. “Ehilà, agenti, come va? Noi stiamo facendo la rivoluzione”.
Insomma, o siete ipocriti, o idioti. Probabilmente entrambe le cose.

Poliziotto: “Ragazzi, scusate, cosa state facendo?”
Rivoluzionario: “Oh, salve, agente. Che c’è, non si può passare?”
P.: “Dove siete diretti?”
R.: “Noi? Mh, a Montecitorio”.
P.: “E quanti siete?”
R.: “Qualche migliaio”.
P.: “Ah, ma che ci andate a fare a Montecitorio?”
R.: “Mah, nulla di che, entriamo, rompiamo qualche sedia, caghiamo sulla sedia del Presidente della Camera, sgozziamo qualche deputato”.
P.: “Ah, mi dispiace, ragazzi, allora non posso farvi passare”.
R.: “Ma come, agente? Noi dobbiamo fare la rivoluzione!”
P.: “Mi dispiace, ragazzi. Io faccio solo il mio lavoro”.
R.: “Eh, pure lei c'ha ragione. Va beh. Grazie, comunque. Buona giornata”.
P.: “Buona giornata a voi, ragazzi”.
(il rivoluzionario pacifista si gira verso i compagni)
R.: “Oh, ragazzi, non si fa nulla! Non possiamo passare”.
Folla: “Ma come? Digli che dobbiamo fare la rivoluzione!”
R.: “Gliel’ho detto”.
F.: “E allora?
R.: “E allora niente, non ci fanno passare lo stesso”.
F.: “Ma come?!”
R.: “Eh, ragazzi, questi fanno il loro lavoro, mica possono farci niente!”
F.: “Eh, in effetti”.
R.: “Agente, allora noi ce ne andiamo. Buon lavoro”.
P.: “Ok, ragazzi. Sentite, potete fare in fretta a sgomberare la piazza? Tra cinque minuti arriva il corteo di Forza Nuova”.
(il rivoluzionario si gira di nuovo verso la folla)
R.: “Oh, ragazzi, svelti!”
F.: “Va beh, ormai che facciamo? C’andiamo a prendere un caffè?”
R.: “Eh, e mica ci stiamo tutti in un bar!”
F.: “Va beh, qualcuno si può sedere nei tavolini fuori”.
R.: “Ma non ci stiamo lo stesso”.
F.: “Allora qualcuno entra e prende i caffè per tutti”.
R.: “Va beh, ma i soldi io non li anticipo. L’ultima volta mancavano 10 euro, quando me li avete resi!”
F.: “E tu fai il giro e raccogli i soldi, così non devi anticipare nulla!”
R.: “Ok”.

giovedì 20 settembre 2012

Veline, una storia che mi andava di raccontare

Cominciava a far buio.
Marco strinse il telecomando fra le mani, e scrutò l’uomo nello schermo. Normalmente non avrebbe perso tempo a guardare certe porcherie in tv, ma quella sera, a quanto pareva, avrebbe fatto un’eccezione.
“Chiamiamo sul palco l’aspirante velina numero 5” disse Ezio Greggio, e tutto il pubblico fece un applauso. Marco continuava a guardare lo schermo, freddo, impassibile, immobile.
Era strano. Era come se avesse la testa da un’altra parte e, allo stesso tempo, come se stesse studiando attentamente l’uomo in tv, che al momento era occupato a parlare con una ragazza alta circa un metro e ottanta con i tacchi, bionda, carina, con due occhi grandi che davano come l’impressione che dietro non ci fosse traccia di materia grigia.
“Che spettacolo hai preparato per stasera?” chiese il presentatore impaziente.
“Canterò una canzone di Francesco De Gregori” rispose l’aspirante velina numero 5.
“Benissimo” fece Ezio Greggio, “e quale ci canti? La mia preferita è Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici”. Il pubblico rise. Anche la concorrente rise, e si finse imbarazzata.
Dopo l’esibizione canora della concorrente numero 5, Ezio Greggio presentò Penelope Cruz, e salì sul palco un uomo sulla sessantina con un vestito rosso e una parrucca. Tra il pubblico si sentirono grasse risate. La ragazza bionda e alta guardava Penelope Cruz con un sorriso compassionevole.
“E lei sarebbe Penelope Cruz?” chiese Ezio Greggio con fare divertito, e il vecchietto rispose: “Seguro!
Tutti risero, e a quel punto Penelope Cruz lasciò il palco salutando il pubblico.
Marco era sempre lì, spaparanzato sul suo divano, con solo la testa e le spalle appoggiati allo schienale, e col telecomando stretto in una mano, come un bambino che guarda un film dell’orrore e si tiene pronto per cambiare canale nelle scene più spaventose.
Davanti al divano c’era un piccolo tavolino, sopra il quale c’erano una birra e un pacco di patatine già aperto. Marco si chinò verso il tavolinetto, prese due patatine e si mise a sgranocchiarle, senza distogliere lo sguardo dal televisore.
Fu allora che Ezio Greggio disse: “Uan, ciu, tri, stacchetto!” e l’aspirante velina bionda si mise a ballare sulle note del tormentone dell’estate, una canzone molto festaiola, estiva, che non a caso faceva da sottofondo musicale anche a una nota pubblicità di gelati. La ragazza bionda ballava in modo molto provocante e, anche se si era finta innocente e timida per tutto il tempo, era chiaro che voleva che tutti guardassero il suo culo.
Per la concorrente numero 6 la scena fu analoga. Poco dopo arrivò il momento di aprire la busta contente il numero della vincitrice.
Ezio Greggio la aprì e guardò il numero curandosi di non farlo vedere alla telecamera.
“La vincitrice è la concorrente numero…” passarono circa tre minuti. “La concorrente numero 7!”
Ci fu un attimo di silenzio, poi il pubblico rise perché la concorrente numero 7 non esisteva. Risero anche le sei aspiranti veline.
“La vincitrice è la concorrente numero…” ripeté Ezio Greggio.
Marco improvvisamente si mise a cercare un qualcosa che probabilmente era incastrato fra i materassi del divano e tirò fuori un cellulare. Fece un numero, e attese solo qualche secondo.
“Pronto?” rispose una ragazza.
“Ciao”.
“Che hai? Stai ancora pensando a quella faccenda di cui parlavi ieri sera?” si affrettò a chiedere la ragazza. Dalla voce si intuiva che non era italiana, probabilmente veniva dall’est. Comunque parlava l’italiano piuttosto bene.
“Sì” rispose Marco, con voce ferma.
“E cos…” provò a dire lei, ma Marco non la lasciò finire. “Dobbiamo farlo. Devi farlo” tagliò corto.
“Non lo so, Marco…” titubò lei. Intanto Ezio Greggio aveva decretato vincitrice l’aspirante velina numero tre. Le misero la corona, e le altre cinque ragazze andarono ad abbracciarla, fingendosi felici per lei.
“Stammi a sentire, Irina. Vuoi diventare famosa o no?” fece Marco alzando la voce, come se avesse già perso la pazienza.
“Sì, sì, è solo che… non in questo modo, ecco” spiegò Irina.
“È il modo più efficace, credimi” ribatté Marco.

Il giorno seguente Irina era irreperibile. Marco provò a chiamarla diverse volte, ma l’unica voce che sentì provenire dal suo cellulare fu quella della signorina della Vodafone, che Marco aveva sempre immaginato come una cicciona bionda dai modi gentili.
Verso le otto di sera, Marco decise di andare a trovare Irina nel suo appartamento. Abitava in un quartiere umile, ma tutto sommato tranquillo, senza troppi criminali.
“Chi è?” chiese Irina quando Marco citofonò.
“Io”.
“Sali”.
Marco salì le scale per due piani e trovò la porta aperta. Entrò e chiuse.
Irina era in cucina, intenta a prepararsi qualcosa per cena. Aveva due occhi che ricordavano il ghiaccio. I capelli erano neri e lisci, unti di olio. Era tutta sudata. Indossava dei pantaloncini apparentemente molto comodi e  una canottiera bianca che lasciava intravedere i capezzoli in trasparenza.
C’era un piccolo televisore, posto su un mobile in un angolo. In quel momento davano il telegiornale.
“Che cazzo di caldo che fa qua dentro” disse Marco senza salutare.
“Ci sono i fornelli accesi” spiegò lei.
“Beh, che fine avevi fatto?”
“Ho avuto da fare”.
“Certo” borbottò Marco fra sé, “come no”.
Ci fu qualche minuto di silenzio. Entrambi erano sovrappensiero. Passò, forse, mezz’ora, quando una voce proveniente dalla televisione richiamo la loro attenzione. Si girarono, e guardarono lo schermo senza dire una parola.
“Sono venuta con mia madre” disse la ragazza affianco ad Ezio Greggio, e indicò una signora.
“Ma sembra tua sorella!” esclamò il presentatore, e la donna, palesemente di una certa età, si mise a ridere, lusingata.
Marco e Irina continuavano a guardare lo show, nessuno dei due sembrava intenzionato a parlare. Poi Marco ruppe il silenzio. “Senti, io lo dico per te”.
“Lo so che lo dici per me” ribatté Irina, “lo so! Me l’avrai detto un migliaio di volte. È che non sono sicura. Non so se voglio farlo davvero. Non so se è così che voglio diventare famosa”.
“E io ho sentito mille volte questa risposta!” si spazientii Marco. “Basta, me ne vado”.
Fece per andarsene, poi si fermò. “Saresti perfetta, Cristo. Sarebbe tutto perfetto se tu mi dessi retta. Diventeresti famosa in un attimo, credimi”.
Irina non rispose. Si diresse verso la finestra. Si affacciò, e fisso la strada.
Marco, che si aspettava una risposta, questa volta se ne andò infuriato. “Fa’ come vuoi, sul serio. È la tua vita, perciò fa’ come cazzo vuoi”. Sbatté la porta. Irina poco dopo lo vide sulla strada che camminava a passo svelto, coi pugni stretti.
Irina era turbata. Avrebbe voluto urlare a Marco, dalla sua finestra, un sacco di cose. Decise però di stare zitta. Sapeva che Marco aveva ragione, tutto sommato. In fondo, era quello che voleva anche lei, no?
Marco non riuscì a dormire. Prese sonno solo verso le tre di notte, quando d’un tratto squillò il cellulare. Per un attimo gli parve di sognare, poi capii che il telefono squillava sul serio. Allungò la mano verso il comodino e lo prese.
“Pronto” rispose.
“Voglio farlo” disse Irina.
“Arrivo”.
Marco corse nel piccolo monolocale di Irina. In strada non c’era nessuno. Quando gli aprì la porta si catapultò verso di lei e le infilò la lingua in bocca, e dopo un lungo bacio appassionato le mostrò una bottiglia di spumante scadente che aveva comprato per l’occasione. “Dobbiamo festeggiare” disse, e lo stappò. Irina prese due bicchieri dalla credenza, e Marco ne versò un po’ a tutt’e due.
“Allora” iniziò lui entusiasta, “mettiamoci a lavoro. Vuoi partecipare come bionda o mora?”
“Che importanza ha?” chiese lei.
“Beh… anzi, sai che ti dico? Che importanza ha? Stasera voglio solo festeggiare. Vedrai, la gente guarderà solo te. Si dimenticheranno delle altre cinque correnti. Sarai tu la protagonista”.
“Dici?” chiese Irina sorridendo.
“Sarà la tua serata”.
Si scambiarono un bacio.
“Ma ora non è questo l’importante” fece di nuovo Marco. “Adesso festeggiamo. Vieni qui” la baciò ancora, “scopiamo”.

Sul palco era il momento degli ultimi preparativi. Qualcuno controllava che per l’audio fosse tutto a posto, qualcuno provava le luci. C’era già un sacco di gente.
In mezzo a tutta quella confusione, Marco cercava di incoraggiare Irina. “Sarai fantastica, sarà tutto perfetto, vedrai. Come ti senti?”
“Benissimo. Come ti sembro?”
“Sei bellissima”.
Irina sorrise. Aveva i tacchi alti, e indossava una camicetta scollata e un paio di short. Tutto d’un tratto si fece cupa.
“Stai tranquilla” la rassicurò Marco. “Andrà tutto bene. Devi fare solo quello che ti ho detto. Quando ti chiederà che cos’hai preparato, tu fai quello che devi fare. Sarà un successo, tutti parleranno di te”.
“Ok” disse lei rincuorata, “sono pronta”.
“Stanno per iniziare, credo. Io vado. Ci vediamo dopo lo show. Forza e coraggio. Dammi un bacio. Ecco, così. A dopo”.
“A dopo, amore”.
Salì sul palco il Gabibbo, che salutò tutti e presentò Ezio Greggio. Il presentatore non si fece attendere ed esordì con una serie di giochi di parole che fecero sganasciare dalle risate tutti i presenti, a parte Marco.
Irina era la concorrente numero 4. La prima concorrente raccontò una barzelletta, e durante lo stacchetto diede a tutti l’impressione di essere un pezzo di legno. La seconda fece l’imitazione di Berlusconi, e ballò abbastanza bene. La terza aveva le tette grandi, interpretò alcuni dialetti della penisola, e più che ballare si limitò ad agitare le tette.
“Chiamiamo sul palco l’aspirante velina numero 4” annunciò Ezio Greggio, e Irina si presentò a salutando tutti con un’espressione che aveva l’aria di essere un sorriso.
“La concorrente numero 4 si chiama Irina  Petrescu. Sei nata in Italia, Irina?”
“No” rispose lei timidamente, “sono nata a Bălți. Sono venuta in Italia cinque anni fa”.
“Oh” fece Ezio Greggio, “e quanti anni hai?”
“Ventitré”.
“Sei venuta qua da sola?” chiese Ezio Greggio come di consueto.
“No, oh…” Irina cercò Marco tra il pubblico, lo trovò quasi subito. “Sono venuto qui col mio fidanzato, Marco”. E lo indicò.
“Benissimo, salutiamo Marco!” si entusiasmò Ezio Greggio. “Complimenti, hai una ragazza bellissima”. Marco sorrise e fece un cenno con la testa come per dire “grazie”. Sembrava seccato.
Seguirono tutte le altre domande che facevano parte della prassi. Mano a mano che passava il tempo, Marco sembrava sempre più impaziente. Tutto solo in mezzo a tutta quella gente.
“Allora, Irina” fece finalmente Ezio Greggio. “Che numero hai preparato per stasera?”
Irina scambiò uno sguardo d’intesa con Marco, poi disse: “È una sorpresa”. Sembrava molto nervosa. Anche Marco lo era.
“Benissimo” disse Ezio Greggio, “allora ti lascio il palco tutto per te”.
“Oh, no” si affrettò a chiarire Irina. “Questo numero richiede anche la tua presenza”.
“Ah, va bene, ma… qui davanti a tutti?” scherzo Ezio Greggio. “C’è anche il tuo fidanzato, dai”. Tutti risero. Questa volta rise anche Marco, sarcasticamente.
“E va bene, facci vedere cos’hai preparato”.
Irina avanzò di due passi verso il pubblico e fece un grosso sorriso a tutti. Sì fermò un attimo a cercare lo sguardo di Marco ancora una volta. Lui la guardò, le fece un sorriso e annuì.
Irina s’infilo la mano negli short e tolse fuori una piccola pistola, che tutti immaginarono fosse un giocattolo. “Sei una poliziotta?” si affrettò a dire Ezio Greggio. Irina non rispose, si girò verso di lui e gli sparò un colpo. Lo colpì in pieno volto, fracassandogli la testa. Frammenti di cervello andarono a colpire i giurati, ed il corpo cadde a terra. In pochi secondi si formò un lago di sangue.
Tutti i presenti fecero per scappare, poi Irina gettò la pistola a terra, facendo capire di aver finito. Si fermarono tutti. Ci furono attimi di silenzio. Silenzio assoluto.
Poi il caos. Tutti urlavano, piangevano, si disperavano. Tutti guardavano Irina. Il corpo senza vita di Ezio Greggio era uno spettacolo raccapricciante al quale nessuno voleva assistere. Solo Marco riusciva a guardarlo. Poi anche lui guardò Irina. Si guardarono. Marco le fece un sorriso; lei ricambiò.
Le altre aspiranti veline erano spaventate, disgustate, disperate. Soprattutto le concorrenti numero 5 e 6. “È terribile” continuavano a dire piangendo, “non ci esibiremo più”.

venerdì 7 settembre 2012

Code di topo, lucertole a due teste e altre cose disgustose

Uccide il padre di 80 anni perché spende tutto in prostitute. Pier Silvio: "Ah, non guardate me!"

Reati in aumento, Milano la peggiore. Si vede che nell'ultimo anno Berlusconi ha avuto molto tempo libero.

Giovanardi: "Quando sarà morto Berlusconi merita un francobollo". Così saranno contenti tutti.

Bersani: "Riconosceremo le coppie gay". Altrimenti si rischia di pestare le persone sbagliate.

Carbosulcis, minatore si taglia vene del polso, ma Napolitano è fiducioso. "Si troverà una soluzione" ha dichiarato porgendogli dei cerotti.

Paraolimpiadi. "Sono la prova che tutto è possibile" ha dichiarato Annalisa Minetti dando le spalle all'intervistatore.

A Venezia Selena Gomez e Vanessa Hudgesn tra sesso e droga. Chissà invece come sarà il film.

Sesso con un crocifisso: fa discutere a Venezia il documentario sulle cene eleganti di Arcore.

Il regista hard: "Sara Tommasi farà un secondo film porno". Questa volta però ci sarà anche lei.

Caserta, trovata lucertola con due teste vicino ad un'ex centrale nucleare. Perplessi gli abitanti del luogo: "Solo due?"

Turchia, esplode deposito di munizioni: 25 soldati sono rimasti uccisi prima del previsto.

Kabul, attacco suicida a un funerale: 10 morti. Cioè, 11.

Francia, maestra fa sesso con alunno di 12 anni: "Credevo fosse amore". Invece pare che il 12enne abbia una storia anche con quella d'inglese.

"Stai troppo tempo su Facebook": madre picchia a sangue la figlia di 12 anni. La notizia è stata resa nota dalla bambina tramite un aggiornamento di stato.

Trovata una coda di topo in un hamburger di McDonald's. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche gli altri pezzi per completare il topo.

Alcune di queste battute sono state scritte per Acido Lattico

lunedì 13 agosto 2012

Un problema che ho risolto solo momentaneamente

L’altro giorno sono andato dal medico perché non riesco ad andare di corpo. Non ho problemi di intestino, è che proprio non riesco ad arrivare al bagno. Ogni volta che provo ad andarci ce n’è sempre una: mi chiamano al cellulare con una qualche urgenza più urgente della mia, o suona il citofono. Una volta è perfino scoppiato un incendio e hanno fatto evacuare il palazzo.
Comunque – dicevo – ero dal medico, ed era arrivato il mio turno.
Il dottore mi ha confessato di non poter risolvere il mio problema, se non momentaneamente. Così mi ha dato il permesso di usare il suo bagno.

martedì 31 luglio 2012

Personaggi poco interessanti che abitano nel nostro pianeta, parte 1

Quello/a che, quando parla con voi, deve assolutamente dimostrarvi di avere una vita migliore della vostra ma, allo stesso tempo, di soffrire più di voi.

“Hai visto? Sono venuto con la mia nuova moto”.
“Ah, sì? Bella. Anch’io stavo per venire in moto, ma alla fine ho optato per la Ferrari”.
“Eh, però certo che potevo evitare. La mia moto fa un rombo incredibile, e io oggi ho un mal di testa…”
“Oh, guarda, non me ne parlare. Io ho il cancro al cervello”.

mercoledì 13 giugno 2012

Post prima degli esami

Mosca. Apre la prima scuola di sesso orale. La scuola dove non basta fare un pompino al professore per essere promossa.

Grecia. Deputato neonazista picchia una deputata comunista in diretta tv. Fa piacere sapere che ci sono anche politici che non deludono i loro elettori.

Facebook lavora per consentire l'accesso anche ai minori di 13 anni. Milioni di utenti potranno finalmente mettere la data di nascita esatta.

Sara Tommasi si darà al porno: "Il difficile sarà rimanere vestita nei primi minuti del film".

Euro 2012. Sono numerosi gli animali usati per i pronostici: elefanti, lontre, polpi. I cani erano finiti.

Cassano: "Froci in nazionale? Mi auguro che non ce ne siano". Gli italiani sono indignati: "E' assurdo, davvero. Sono senza parole. 'Mi auguro che non ce ne siano'. Significa che forse ci sono??!!"

Le associazioni gay: "Prandelli mandi a casa Cassano". Prandelli: "Perchè, è frocio?"

Cassano chiede scusa: "L'omofobia è un sentimento che non mi appartiene. Froci sarete voi".

Alcune di queste battute sono state scritte per Acido Lattico

sabato 3 marzo 2012

Lucio Dalla e altre cose su cui è meglio non scherzare

E' morto Lucio Dalla. Pare per alcune complicazioni dovute alla collaborazione con Pierdavide Carone.

Disastro Concordia, pronto il decreto "anti-inchini". C'è scritto: "Leggi il Codice della navigazione".

Amandha Fox e Luana Borgia: primarie tra pornostar a Taranto. Sabato e domenica tutti i cittadini maggiorenni che risiedono a Taranto potranno votare on-line. Ma anche i minorenni, tanto basta cliccare.

Berlusconi: "Nel 2013 Pdl, Pd e Terzo Polo insieme". Ecco di cosa parlavano i Maya.

Valsusa, poliziotti irrompono in una trattoria. "Oggi pecorella arrosto".

Cina, polizia trova 66 bambini dentro un pullman. Cazzi loro che se lo sono costruito così piccolo.

La Corea del Nord cede: aiuti alimentari in cambio dello stop al programma nucleare. Ma devono ancora spiegare a Kim Jong-un che il cibo non è tutto per lui.

Clooney: "Diranno sempre che sono gay". Il dramma di un uomo costretto a farsi una gnocca dopo l'altra per smentire voci infondate.

Lo spread sotto i 310 punti. Chi se lo immaginava che fosse Lucio Dalla a non ispirare fiducia?

Alcune di queste battute sono state scritte per Acido Lattico

lunedì 27 febbraio 2012

Accetta la prescrizione e scappa

1. Berlusconi: "Soddisfazione ma anche rammarico perchè non c'è stata assoluzione"
2. Mariastella Gelmini: "La prescrizione non restituisce al presidente Berlusconi il diritto ad una piena difesa per dimostrare la sua innocenza"
3. Lupi insoddisfatto: "Berlusconi è innocente"
4. Ghedini: "Noi abbiamo l’auspicio di avere un’assoluzione piena, perché crediamo che il presidente Berlusconi se la meriti"
5. Gasparri: "Berlusconi è certamente innocente nel merito delle vicende al centro del processo milanese"
6. La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato. (Codice Penale, art. 157)

giovedì 16 febbraio 2012

Quel terribile lavoraccio del gastroenterologo

“Ma quanto è largo il tubo?”
Per un medico, se tu fai una domanda significa che sei uno che fa troppe domande. “Stia tranquillo, non se ne accorgerà nemmeno”.
E pensare che tutto è iniziato con un po’ di nausea, mal di stomaco, ma io credevo di essermi innamorato. Poi ho cominciato a rigurgitare pasti maciullati in qualunque momento e in qualunque posto, il che era imbarazzante negli appuntamenti galanti, specie durante il coito: “Credimi, non è per te”.
La cosa va avanti e mia madre mi fa: “Dovresti andare da un gastroenterologo, lui ti risolverà tutti i problemi”. Io, già dall’inizio, ero perplesso: “Mah, tanto mi dirà di fare una gastroscopia, tanto vale…” “Macché gastroscopia” mia madre minimizza.
Entro nello studio, e comincio a raccontare alla specialista seduta di fronte a me del mio disagio gastrico. Mentre parlo, mi guarda come per dire: “Non hai un cazzo, sei solo un cacasotto. Non hai un bel niente”. Tanto che quello sguardo mi tranquillizza.
Noto però che nelle mie piccole pause accenna frasi del tipo: “Si potrebb…”, ma io la interrompo e continuo col mio racconto. Così per tre volte.
“E a quel punto mia madre mi ha consigliato di venire da lei” concludo.
“Si potrebbe fare una gastroscopia.”
Per i giorni seguenti assillo mia madre con i dubbi che il medico non m’aveva tolto: “Quanto è grosso il tubo? Per quanto me lo tengono in gola?? Ma è pericoloso??!”
Lei, da buona madre, mi tranquillizza: “Non è più grosso della mina di una matita. Durerà un minuto e mezzo. Sta’ tranquillo, io l’ho fatta due volte”. In effetti, il fatto che lei fosse sopravvissuta (due volte!), mi faceva stare meglio.
Arriva il maledetto giorno, e mi dirigo all’ospedale con l’espressione di uno che sta andando a morire, ammesso che abbiate mai visto la faccio di uno che sta andando a morire (ad esempio, io no).
“Cappai!” chiama l’infermiera.
Mi dirigo verso la stanza delle torture, entro, e vengo accolto da una donna di mezza età, che a dirla tutta mi ispira fiducia, affiancata da una ragazza - probabilmente la sua assistente -, che a dirla tutta mi provoca un'erezione.
“Si sdrai sul letto”. L’erezione continua.
Erezione che svanisce improvvisamente con la visione del tubo che sarebbe dovuto entrare, attraverso la mia gola, dentro di me fino allo stomaco. Sbalordito (o terrorizzato, fate voi), comincio a chiedermi che tipo di matite usa mia madre. Forse, per “mina di una matita” intendeva il manico di una mazza da baseball (e, in effetti, fu così che si giustificò quando le chiesi spiegazioni).
Vedo di fronte a me lo schermo collegato alla telecamerina posta all’estremità del tubo dove, a breve, avrei visto proiettato ciò che c’è nel mio stomaco. Sarebbe fico se nel mio stomaco si vedessero le spine di pesce, come nei cartoni animati, penso, per sdrammatizzare.
La ragazza mi fa aprire la bocca e mi fa ingerire tre spruzzi di uno spry amarissimo che nel giro di un secondo mi fa perdere la sensibilità della gola. Ingoio e non sento nulla, tanto che penso che potrei consigliarlo alla mia ragazza per il sesso orale: non avrebbe più scuse.
Finalmente arriva il momento del valium, le mie vene stavano fremendo.
Mi fanno girare da una parte e la donna m’infila il tubo in bocca. Arriva alla gola e io comincio ad affogarmi un po’ come Sasha Grey in una delle sue migliori scene (anche perché il tubo ricordava le dimensioni del pornoattore). Vado avanti così finché, improvvisamente, il valium diventa il mio migliore amico e mi stacca completamente il cervello. Da lì non ricordo più nulla.
Si scopre che ho, parafrasando, una valvola che non si chiude. Mia madre è ottimista: “Potresti andare da un bravo gastroenterologo e mostrargli i risultati della gastroscopia. Lui ti dirà cosa fare.”
Io, un po’ confuso poiché ero convinto di averlo già consultato il “bravo” gastroenterologo, ribatto: “Certo, così mi consiglia di fare una colonscopia, tanto vale…” “Macché colonscopia”.
Vado dal gastroenterologo, quello bravo, e gli racconto la mia storia. Alla prima pausa, lui accenna una frase: “Si potrebb…”
Mi fermo, faccio un grosso respiro: “Scusi, deve dire qualcosa?”
“Si potrebbe fare una colonscopia”.

mercoledì 15 febbraio 2012

Il primo post non si scorda mai

Il blog ora è veramente brutto, lo so. Ma è in lavorazione: sto cercando di renderlo ancora più brutto.